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A Veg-Wedding Story

Se il matrimonio è un’esperienza che non conosce confini, molte volte questi corrispondono con quelli della nostra isola. Infatti la Sicilia si conferma come destinazione prediletta dalle coppie di futuri sposi, non solo stranieri, ma soprattutto italiani. Questa tendenza si unisce ad un altro trend in continua ascesa, il matrimonio vegano. È un binomio speciale che ho sperimentato in prima persona per realizzare delle nozze molto intime per 19 persone, tutte italiane. Data le caratteristiche ben definite e inedite, il lavoro di ricerca dei partner è stato arduo, ma appassionante perché ho rintracciato delle realtà uniche. La cerimonia è stata celebrata nei meravigliosi spazi esterni del Cortile Arabo di Marzamemi.

È stata la prima volta in assoluto che lì si teneva la celebrazione di un matrimonio. La brezza del mare, il tepore del sole e le decorazioni in pieno stile siciliano, uniti all’accompagnamento musicale di chitarre acustiche hanno reso l’atmosfera davvero magica. Scendendo nei particolari, le decorazioni sono state realizzate solo con foglie e limoni mentre i fiori sono stati utilizzati unicamente per il bouquet nuziale. Qui è stato degustato un cocktail rinforzato, interamente vegano, preparato ad hoc dalla brigata del Cortile Arabo, esclusivamente con prodotti presidio Slow Food Sicilia. Un sogno ad occhi aperti, adorato anche dagli invitati speciali delle nozze: i cagnoloni della coppia, seguiti e accuditi dal dog sitter Giuseppe Fortunato. Giunta la sera, il ricevimento nuziale si è tenuto nella cornice artistica del Move Ortigia Out of Normality, location posizionata nel cuore dell’isola di Ortigia, caratterizzata da un’anima innovativa e contemporanea. Un finale incantevole per un matrimonio da sogno.

 

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Lista Nozze

Come per tanti altri aspetti dell’organizzazione del matrimonio, anche la Lista Nozze affonda le proprie radici nella cultura americana e arriva da noi solo tempo dopo. Questo utile sistema, infatti, nasce all’inizio del novecento negli Stati Uniti e si è diffuso in Italia agli inizi degli anni settanta, non senza generare reticenze e polemiche. Questo perché secondo il galateo è considerato maleducato chiedere un regalo e la lista non andrebbe nemmeno fatta!

Oggi la lista nozze è la modalità con cui gli sposi orientano gli invitati nella scelta dei regali a loro più graditi: fa risparmiare tempo, evita doppioni e risolve l’imbarazzo della scelta. A fronte di tanta funzionalità, anche i più resistenti difensori del galateo si sono ormai adeguati alla comodità della lista, che non solo consente di dare una concreta mano agli sposi e di far loro un regalo sicuramente desiderato, ma anche di far risparmiare tempo ed energia agli invitati, quindi tanto vale sfruttarla al meglio, evitando figuracce e scivoloni che di bon ton non hanno proprio nulla.

 

Analizziamo i diversi casi:

 

  • Gli sposi stanno mettendo su casa. È la situazione più semplice e limpida. Si scelgono uno o due negozi (ad esempio: elettrodomestici e arredamento) e si selezionano gli oggetti per la lista, avendo cura che ci siano, insieme a regali importanti, anche piccoli pensieri che possano andare bene per chi invece desidera o può partecipare con un impegno economico minore.
  • Gli sposi conviventi

Il problema si presenta quando gli sposi già convivono e, dunque, possiedono già tutto (o quasi) di ciò che necessitano! Le strade, a questo punto, sono due: si può scegliere di sostituire qualche vecchio elettrodomestico o di togliersi  qualche sfizio come un set di pentole o servizio importante oppure optare per la lista viaggio quando si ha già tutto ciò che già serve, questa è spesso la soluzione più naturale fatta ormai nella maggior parte delle agenzie. Il viaggio della luna di miele viene così suddiviso in tante piccole quote che vengono acquistate, in base al budget predisposto dall’invitato. Solitamente la scelta della ripartizione può essere fatta anche in modo più dettagliato e l’invitato potrà scegliere di acquistare il volo, piuttosto che la visita guidata ad un museo o l’accesso alla spa. Quest’ultimo è un modo pratico di concretizzare maggiormente la spesa fatta, personalizzando il più possibile un regalo immateriale.

 

Il Bon Ton ed i passi falsi

  • Mai e poi mai infilare il bigliettino della lista di nozze nella partecipazione, il galateo lo vieta nel modo più assoluto. Saranno gli invitati, durante la telefonata di ringraziamento, a chiedere agli sposi l’indirizzo del negozio dove è stata depositata la lista. Solo nel caso in cui si desideri fare della beneficenza, invece dei regali, è ammesso unire alla partecipazione (o all’invito) un biglietto con gli estremi dell’associazione o ONLUS, a cui devolvere il denaro.
  • Non fare commenti sul costo del ricevimento davanti a persone invitate, che potrebbero percepirli come una richiesta a versare una determinata cifra
  • No al conto corrente intestato agli sposi con IBAN scritto a chiare lettere dove versare la quota e no alle buste: sembra tutto molto pratico, ma il matrimonio non è una colletta per pagare il ricevimento, questo è quello che più di tutti si allontana da qualsiasi forma di galateo e buongusto è assolutamente VIETATO!!!!
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Wedding Budget

Il giorno delle nozze è il giorno più bello da ricordare, ma per arrivare al fatidico sì, senza i nervi a pezzi e godersi il giorno tanto atteso serenamente,  bisogna organizzare ogni dettaglio con largo anticipo e senza ansie. E’  bene stabilire da subito il proprio Budget, si può spendere moltissimo e optare per una cerimonia sfarzosa ed in grande stile oppure contenere le spese e decidere di sposarsi con una cerimonia sobria, ci sono numerosi accorgimenti per risparmiare, senza per questo rinunciare a un matrimonio da favola. Non serve infatti un budget da nababbi per fare di questo giorno il più bello della vostra vita. Creatività, buon gusto e ripartizione intelligente del budget vi aiuteranno sicuramente!!!

In passato la suddivisione dei costi era stabilita in maniera piuttosto rigida. Il Galateo in merito stabiliva regole ben precise da rispettare. Nonostante alcune norme di buone maniere siano superate è bene ricordare che alcune, invece, non devono assolutamente mancare  savoir faire, buon senso, rispetto e tanta pazienza sono gli ingredienti necessari per vivere “il giorno perfetto” in maniera rilassata e senza inutili litigi. Questa è la fase più delicata dell’intero progetto nuziale. Quello della suddivisione delle spese è un argomento che può toccare tante e diverse circostanze, pertanto necessita di essere risolto da ognuno adattandosi alla propria personale situazione economica. L’importante è che ogni coppia sappia da subito quello che desidera e conosca la possibilità di spesa delle rispettive famiglie, le quali non sono obbligate (fortunatamente oggi) a sobbarcarsi spese che non possono sostenere. Importante è capire in che proporzione i genitori degli sposi parteciperanno alla spesa. È sempre meno frequente, infatti, che i genitori si assumano interamente l’onere di pagare l’intero evento. Genitori e consuoceri contribuiscono per quel tanto che possono permettersi, se c’è armonia tra le due famiglie (beh ve lo auguro di cuore), quella che può di più, farà di più!

Sposarsi implica prevedere dei costi per abiti, catering, sala del ricevimento, fiori, fotografo, wedding planner, video, paggetti, regali ai testimoni e tanto altro ancora. È inevitabile chiedersi: “Quanto costa sposarsi?” In realtà, è molto complicato calcolare una cifra precisa. Ogni coppia è un mondo e così il suo matrimonio: non ce ne sono due uguali, neanche per ciò che riguarda il budget.

In ogni caso proverò a darvi delle indicazioni che vi aiuteranno a fare mente locale sugli aspetti concreti legati alle nozze.

Il costo dei servizi dipende da diversi fattori, quali: scelta della location, stagione, giorno della settimana, stile e tema delle nozze, logistica, le dimensioni del ricevimento, ecc. Quante più informazioni concrete riuscite a raccogliere, tanto più precise saranno le vostre previsioni di spesa.

Fate una lista delle priorità e fino a quanto siete disposti a spendere per ogni singola voce e a cosa non volete assolutamente rinunciare e quindi a spendere di più. E’ molto importante che fissiate un budget per ognuna di esse, questo  vi aiuterà a decidere come meglio ripartire la cifra a vostra disposizione e guidarvi nella scelta dei fornitori.

Frazionate i pagamenti e cercate di non indebitarvi cedendo a proposte miracolose e tentatrici. Tenete sempre presente qual è il vostro potere d’acquisto. Per aiutarvi in questo compito, non dimenticate che potete sempre contattare un Wedding Planner. Questa figura, professionista del matrimonio s’incaricherà, tra le altre cose, di guidarvi nella ripartizione del budget, di tenere sotto controllo le spese e si occuperà delle scadenze dei pagamenti. Il wedding planner  vi faciliterà, in pratica, il compito e terrà il “portafoglio” sempre sotto controllo, evitando inutili costi aggiuntivi e spese impreviste dell’ultima ora.

Per stabilire il budget si può tener conto di questo schema:

– 40-50% per il Ricevimento.
– 15-25% per gli allestimenti/ Fiori.
– 15% per gli Abiti (questa voce può variare moltissimo)
– 8% per le Foto e Video
– 2-3% per gli Inviti.
– 2-3% per le Bomboniere e regalo ai testimoni.
– 5% Altro (Musica, Auto, Pagetti ecc.)

La fetta più grande della “torta”, manco a dirlo, andrà in ogni caso al banchetto, si stima che circa metà del budget sia da dedicarsi ad esso. Potete dunque iniziare a fare i primi calcoli a partire da questa cifra. Ricordate di segnare ogni minimo dettaglio, la cui somma potrà fare la differenza (Tableau de Mariage, segnaposti, Guets book e Photo Booth, piccoli cadeau, ventagli, confettata ecc.)

Una volta deciso il budget matrimoniale, è necessario tenere la situazione sotto controllo durante le fasi di organizzazione annotando tutte le voci di uscita, le modalità di pagamento, l’importo degli anticipi e quelli da saldare a fine servizio. Man mano che si avvicina la data delle Nozze, le spese diventeranno più importanti. Anche in questo caso il controllo di ogni tappa sarà fondamentale per evitarvi brutte sorprese.

Ma adesso parliamo un po’ di cifre. Analizzando le varie voci che compongono il budget del matrimonio:

– l’Abito da sposa: il costo può andare da un minimo di 500-800€, per l’abito comprato in un outlet, fino ai 7.000€ (ed oltre…) per l’abito griffato o realizzato dallo stilista “famoso”.

–le Partecipazioni e Inviti hanno un costo medio dai 200 agli  800€ e le Bomboniere dai 400 ai 2000 € (se consideriamo un matrimonio con 80/100 invitati), regalo ai Testimoni dai 250€  ai 400€ per ognuno di essi.

– Addobbi floreali/Allestimenti in chiesa e al ricevimento hanno un prezzo che parte dagli 800 € e va anche oltre i 10.000 euro. (qui il budget la fa da padrone è chiaro che più è alto, più consente di effettuare scenografie e addobbi floreali anche importanti ed i 10.000€ si possono abbondantemente superare!)

– Auto a noleggio può costare dai 300 ai 1500 €

– Ricevimento: dai 45/50€ (negli agriturismi) fino ai 150/200€ in location esclusive (costo inteso a persona)

Affitto Location: dai 500/650€ in bassa stagione ai 5.000/7.000€ per location “gettonate” in alta stagione

– Fotografo professionista: ha un costo dalle 800 € per il solo servizio foto in DVD e arriva anche ai 3.000/4.000€ euro. Il costo dipende dalla qualità dell’album, dal numero di scatti, dal tempo  richiesto al fotografo. Le riprese video se non sono incluse nel pacchetto foto, partono dai 600€

– Musicisti: possono costare dai 300€ per un DJ ai 2.000€ per gruppi live.

– Viaggio di nozze: da 1000€ a …………………. € per persona.

– Servizio Transfer e pernottamenti (il giorno e la notte delle nozze) dai 500€ ai 2.000€ per circa 30 persone, cifra che può variare di molto se sale il numero degli invitati da ospitare.

– Dettagli: Tableau, confettate, ventagli, segnaposti, gadget ecc. spese che possono andare dai 200€ a quanto il vostro budget ve lo consente. Ovviamente per tutte coloro che sono brave nel fai da te e molto tempo a disposizione i costi per questi “dettagli” possono sicuramente essere più contenuti.

Farsi un’idea precisa delle tariffe applicate dai fornitori è molto difficile e come si vede, possono variare di molto… ma come già ho detto all’inizio di questo articolo, il budget totale dipende dall’importanza e dallo stile che gli sposi vogliono dare al grande evento, e ogni singola voce di spesa sarà decisa in base alle vostre priorità.

Con un budget “ridotto” consiglio sempre ai miei sposi di non frazionarlo in tante piccole cifre, ma di concentrarlo in due/tre servizi es. un buon catering, delle belle foto e buona musica, sacrificando un pò gli addobbi floreali, bomboniere ed inviti… Affidarsi ad una buona wedding planner può essere un’ottima soluzione per costruire il budget assieme, conosce tutti i servizi e sa come fare risparmiare la coppia e indirizzarla a ripartire il budget in maniera da soddisfare le esigenze e le aspettative che si hanno per quel giorno.

Dulcis in fundo, dovete sapere che l’Italia è uno dei paesi dove il matrimonio costa di più, basta dare un’occhiata ad altre nazioni per rendersi conto dell’enorme differenza di costi riguardanti le spese relative alle nozze, per 100 invitati  in Francia e in Spagna, ad esempio, il costo medio è di 11.800€,  in Italia siamo sui 23.00€!

Ma con questo non voglio affatto scoraggiarvi!!!

Buon lavoro!!!

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Wedding Day Coordinator

Il  giorno delle nozze si sta avvicinando, avete organizzato tutto in autonomia, visitato location e scelto i  fornitori  perché amate avere tutto sotto controllo, siete anche persone creative ed avete anche la fortuna di avere molte serate libere e amiche disponibili ad aiutarvi a confezionare bomboniere, segnaposti e tanti altri piccoli (ma numerosi!) dettagli,  tuttavia,  quando si avvicina la data del Grande Giorno ci si accorge che tutti i preparativi vanno poi concretizzati e messi “in scena”, ma chi farà le vostre veci? Chi provvederà a verificare che in chiesa tutto sia perfetto e che gli ospiti vi attendano all’interno della Chiesa e non sul sagrato? E, poi durante il ricevimento, chi baderà a sistemare il tableau mariage ed i segnaposti, allestire la confettata o lo sweet table e che tutto fili liscio? Chi coordinerà i fornitori e si occuperà degli ospiti e delle loro piccole esigenze? Chi verificherà che il catering rispetti i tempi concordati e che il ricevimento che doveva durare due ore al massimo non si trasformi in un after hour?

Il vostro desiderio è che tutto sia come nei vostri sogni, ma chi farà in modo che tutto si svolga come avete sempre desiderato? Avete pensato alle amiche o a qualche parente disponibile ma, forse, non avete considerato due cose:

  • sono i vostri invitati e dovrebbero anche loro, come tutti gli altri, godersi la festa
  • sono coinvolti emotivamente e questo potrebbe facilmente distrarli ed in ogni caso non avranno le competenze per risolvere gli eventuali intoppi!

 

 

 

Ecco che il servizio di Wedding Day Coordination fa per Voi!

Durante il giorno del matrimonio  il wedding day coordinator curerà nel minimo dettaglio tutta la regia dell’evento in modo professionale ma come lo avete progettato voi, si occuperà personalmente o di collaboratori di sua fiducia di sistemare i dettagli da voi preparati e sarà sempre attento nel supervisionare l’intera giornata, controllerà che tutto si svolga nei tempi e secondo i vostri desideri, interverrà se dovessero esserci degli imprevisti trovando una soluzione adeguata e tempestiva.

In più, gli sposi che scelgono questo servizio parleranno con un’unica persona per ogni esigenza, avranno un solo interlocutore per sapere se tutto è stato definito e non dovranno fare i conti con i mille impegni e le mille telefonate che precedono i giorni prima del matrimonio.

Se avete impiegato mesi per la preparazione del vostro giorno perfetto e volete essere sicuri che tutto sia come l’avete sempre sognato e godervelo pienamente non potete non avvalervi di questa figura, non ci credo!

Melania Millesi WP

Leggi  anche http://www.melaniamillesi.it/come-scegliere-la-giusta-wedding-planner/

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Testimone e Damigella d’Onore

Qual è la differenza tra Damigella D’Onore e Testimone di Nozze?

La Testimone Di Nozze è da sempre la migliore amica o una parente stretta della sposa, ad esempio la sorella o una cugina, ed è questo, il medesimo legame che lega la Damigella D’Onore alla sposa. In realtà ciò che costituisce la reale differenza tra le due figure è il ruolo maggiormente attivo e partecipativo, che la Damigella D’Onore riveste rispetto alla Testimone Di Nozze. In America e nei paesi anglosassoni spesso il ruolo coincide e le Damigelle sono anche le Testimoni.

Vediamo meglio nel dettaglio i compiti e le mansioni di entrambe le figure:

La Damigella D’Onore  è gia dagli Egizi che ha origine la sua figura .

 

A quel tempo si credeva che le spose fossero mal volute dagli spiriti maligni e, per evitare che questi riconoscessero la giovane nubile, le amiche della futura sposa usavano vestirsi con abiti simili a lei, in modo da depistare i malefici degli spiriti.

La medesima usanza si ritrova anche nell’antica Roma. Ma fu durante il medioevo che questa figura ha avuto più forza e si è istituzionalizzata in tutta Europa, trasferendosi più tardi al continente americano con la scoperta dell’America, infatti, le damigelle adulte appartengono alla tradizione anglosassone, consolidate nell’800 e dove prendono il nome di Bridesmaids.

 

 

Ma veniamo ad oggi, la Damigella D’Onore affianca la futura sposa in ogni singolo preparativo matrimoniale, la aiuta, la consiglia, la supporta nei momenti di maggiore tensione e stress. Partecipa alla scelta dell’abito ma non solo, la sua funzione di supporto si estende anche al giorno delle nozze. E’ lei che si occupa di aiutare la sposa a vestirsi, la segue durante la fase del trucco e dell’acconciatura, è lei che durante tutta la cerimonia ed il ricevimento, terrà come fosse uno scrigno preziosissimo, una piccola pochette col kit di emergenza e con tutto il necessario per far sì che il make up della sposa resista alle lacrime, agli auguri ed ai mille baci! Prima dell’ingresso della sposa per la cerimonia, dovrà occuparsi di sistemarle l’abito e il velo. Potremmo dire che l’amica o la parente da voi prescelta per rivestire questo ruolo, diverrà il vostro angelo custode sia prima che durante le vostre nozze e poi sino alla fine, ma proprio la fine, dei festeggiamenti …. Sarà infatti proprio in questo momento, che vi aiuterà a distribuire le bomboniere  a tutti gli invitati! Le Damigelle possono raggiungere il numero massimo di otto e vengono scelte dalla sposa tra tutte le amiche o parenti intime, ma in ogni caso la Damigella d’Onore è comunque una sola! Delle precise regole del galateo anglosassone disciplinano le modalità del loro ingresso per la cerimonia, se sono in numero pari procederanno per coppia, se sono in numero dispari una sola aprirà il corteo (quella d’Onore) e le altre procederanno in numero di due alla volta. Altro compito della Damigella D’Onore è quello di gestire le Damigelle più piccole ed i Paggetti. Affidate questo ruolo a bambini che già vi conoscono e con cui avete un rapporto di parentela o affetto, in modo che si sentano a loro agio e abbiano voglia di partecipare e di svolgere le mansioni che vorrete riservargli. L’età ideale per ricoprire il ruolo di Damigellina o Flower Girl e Paggetto è compresa tra i 4 e i 10 anni, sconsiglio i più piccini perché si sa, i bambini sono piuttosto imprevedibili, soprattutto quando si trovano al centro dell’attenzione davanti a molte persone che non conoscono. Coinvolgeteli giorni prima della cerimonia, fategli vivere questo loro “compito” come un gioco divertente.  La loro funzione è prettamente estetica, ad eccezione che ad uno dei Paggetti o Damigelline perché è affidato l’importante compito di portare  il cuscinetto porta fedi, su cui sono appoggiati gli anelli nuziali. Infine, non meno importante, alle Damigella D’Onore spetta l’organizzazione dell’addio al nubilato (da omaggiare alla sposa in collaborazione con le altre damigelle!).  Per quanto riguarda  il look di solito è scelto dalla sposa stessa, proprio perché deve essere coordinato con il suo abito o con il tema delle nozze.

Da galateo il costo degli abiti è sostenuto dalla famiglia della sposa ( e proprio grazie a questo che a loro non è necessario riservare un regalo più importante), la quale insieme alle damigelle adulte ed alle mamme dei paggetti e damigelline decideranno che tipo di abito dovranno indossare, il taglio, la lunghezza e in particolare gli accessori. Spesso, infatti, si opta per abiti dalle linee semplici, rigorosamente tutti dello stesso colore o nuance simili, puntando sugli accessori come: fascette, coroncine, spille, scarpe, cinture ecc. ecc., tutti abbinati perfettamente al mood dell’evento.

 

La Testimone Di Nozze, “dalle nostre parti”, appare molto più discreta. La sua partecipazione emotiva, attiva e di supporto alla sposa, è innegabile, riveste un ruolo altrettanto importante rispetto a quello della Damigella D’Onore, ma questo avviene in modo più riservato e istituzionale. Inoltre non rientra nella nostra tradizione, che la Testimone, come invece fa la Damigella D’Onore, distribuisca i confetti e le bomboniere assieme agli sposi. Non è assolutamente concesso alla Testimone Di Nozze di aprire il corte nuziale  e non è tenuta ad occuparsi di Damigelline e Paggetti. Il suo ruolo è sì di partecipazione, ma la sua figura non appare così protagonista come quella della Damigella D’Onore. Il ruolo del Testimone di Nozze è importante e delicato: chi viene scelto deve essere orgoglioso dell’onore che riceve e dovrà assumersi l’impegno che non è unicamente quello formale, ma soprattutto la responsabilità di aiutare la coppia nella loro crescita e nella vita.

Per legge il Testimine è OBBLIGATORIO e ne basta uno solo a testa, ma non c’è un numero stabilito, in linea di massima saranno da due a quattro e non per forza dello stesso numero per parte.  Per tradizione, i Testimoni di Nozze dovranno fare alla coppia di sposi un regalo importante, distinguendosi così dagli altri invitati, come forma di ringraziamento dell’incarico che è stato loro assegnato. È usuale infatti, secondo il galateo del matrimonio, che uno dei testimoni regali alla coppia le Fedi, la cui scelta spetta comunque ai futuri sposi.

Per quanto riguarda il regalo da fare ai Testimoni, gli sposi si trovano spesso in difficoltà sapendo che un ruolo così importante deve essere coronato da un regalo altrettanto importante. In alcune regioni il regalo per i testimoni sarà una bomboniera analoga a quella che si è scelta per gli altri invitati, ma più grande e preziosa e verrà consegnata, in modo ufficiale, alla fine del ricevimento di nozze.

Se il testimone è donna e si vuole optare per un regalo più “moderno”,

si potrebbe pensare ad un week end in un centro benessere o in una città d’arte. Se non si vuole osare, la scelta ricadrà invece sui classici gioielli tanto amati dalle donne, magari da personalizzare con il nome. In questo caso potrà essere consegnato qualche giorno prima e se la vostra Testimone avrà piacere (…e lo farà ve lo assicuro!!!) potrà indossarlo proprio il giorno delle nozze.

Se il testimone è uomo l’attenzione deve essere sempre incentrata sui suoi gusti. Se è uno sportivo, un’idea davvero divertente è quella di regalare un cofanetto all’interno del quale potrà scegliere uno dei molti sport proposti: dalla vela al paracadute, dal giro in mountain bike al rafting. Oppure si può optare per la tradizione e regalare un gioiello o un orologio (in questo caso anche a lui potrà essere consegnato qualche giorno prima) o anche un oggetto tecnologico.

Ovviamente una figura non esclude l’altra! Anzi spesso Testimone di Nozze e Damigelle sono amiche o parenti. In tal modo la Sposa potrà coinvolgere per il giorno delle sue nozze più persone a lei care assegnando ad ognuna un compito diverso!!!

Buon lavoro!

Melania Millesi Wedding Planner

 

 

Leggi anche http://www.melaniamillesi.it/?p=1869 (Piccoli Cadeau de Mariage)

http://www.melaniamillesi.it/?p=1352 (Il Corteo Nuziale)

 

Visita la mia pagina facebook  https://www.facebook.com/weddingepartyplanner/?ref=aymt_homepage_panel

 

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La tendenza dello “Sweet Table”

E’ vero che Torta Nuziale e Confetti sono un must per ogni matrimonio che si rispetti. Oggi, però, sta prendendo sempre più piede una nuova e calorica tendenza che si abbina o addirittura sostituisce (nel caso dei confetti) a queste icone di dolcezza.

Lo Sweet Table!! …ed io lo adoro!!!!

Ma cos’è?

Sicuramente più scenografico e goloso della classica confettata, lo Sweet Table  è un tripudio di irresistibili leccornie, un caleidoscopio zuccheroso di forme e colori. È il modo per rendere ancor più accattivante il momento della degustazione di dolci, a conclusione dell’evento, quello che una volta era il “Buffet di Dolci classici”, oggi è rafforzato da un ulteriore momento di classe e di originalità, scegliendo di caratterizzare e personalizzare anche i dolci da offrire agli ospiti del matrimonio o evento.

 

 

Partendo dalla ricerca sempre più attenta di allestimenti curati e ricercati, lo Sweet Table permette di creare un angolo di dolci e delizie di zucchero con una serie di decorazioni assolutamente originali. Già, perché oltre a essere deliziosi, sono sempre più spesso sorprendenti anche dal punto di vista estetico, grazie alla continua evoluzione del cake design. Ecco perché l’allestimento dello Sweet Table, accanto al tradizionale e immancabile buffet dei dolci e della Torta a conclusione del ricevimento, sta diventando un’usanza sempre più amata e diffusa. Lo Sweet Table  è una golosa sorpresa che non dovrebbe mancare in ogni ricevimento che si rispetti.

 

 

Ma col termine Sweet Table  si raggruppano tutte quelle tavole, ben allestite, a buffet dette anche Candy Table (se solo di caramelle), White Table (…di confetti), Dessert Table (….di dolci e pasticcini) e Cake Table (…di torte di varie tipologie). Proprio perché versatile, ci dà la possibilità di essere usato in molteplici occasioni, non solo per quelle formali come battesimi, anniversari, matrimoni, ma anche più semplicemente per un allegro party tra amiche, come può esserlo un baby shower o perfetto per il tè delle 5, stupendo per completare una festa in giardino oppure molto chic e fashion per un dopocena in terrazza sotto le stelle!

Ogni Sweet Table che si rispetti si DEVE notare, oltre che far venire l’acquolina in bocca, è soprattutto quel momento di sorpresa per i vostri ospiti, deve stupirli e lasciarli senza fiato. Per fare questo deve essere perfettamente integrato al tipo di evento e il segreto sta tutto nell’allestimento!”

 

L’attenzione quasi “maniacale”dei dettagli che si ha oggi nell’organizzare gli eventi ha fatto sì che lo Sweet Table  diventasse il punto focale dell’evento stesso!L’ultimo atto che va in scena, l’ultima cosa che gli invitati vedranno dopo il taglio della torta o le candeline! Ogni cosa è curata nei minimi particolari, dal tovagliato al contenitore, dal biscottino al pirottino del cupcake, tutto deve essere rigorosamente in sintonia con il mood dell’evento!! Per realizzarlo, occorre una buona dose di creatività e di buon gusto in quanto tutti gli elementi, dai fiori ai vassoi, devono essere in perfetta armonia non solo tra di loro ma anche con il contesto in cui è realizzato. Non di rado, infatti, tale compito lo si affida alla wedding o party planner, anche perché difficilmente la Sposa potrà occuparsene personalmente quel giorno!

Attenzione, l’errore più grande che possiate compiere è quello di riempire troppo la tavola in modo che il banchetto appaia “abbondante”.
E’ meglio aiutarsi con fiori, complementi di arredo, o meglio ancora oggetti a tema o piccoli cadeau da donare agli invitati.

Lo sfondo è molto importante e allestire degli oggetti sospesi vi aiuterà a creare un collegamento tra sfondo e vivande.

Ricordate: mantenere equilibrio e creare movimento.
Un lavoro molto simile alla progettazione e decorazione d’interni!!!

Per questo è importante, come sempre, rivolgersi a professionisti che con la loro esperienza sapranno garantirvi un risultato da favola!

Insomma allestire un perfetto Sweet Table non è semplice come potrebbe sembrare. Per fare un bel figurone con i vostri invitati e ingolosirli sotto tutti i punti di vista, occorre seguire alcuni accorgimenti. Innanzitutto cercate di essere coerenti con lo stile del ricevimento, scegliendo vassoi,  alzatine, contenitori ed elementi decorativi in sintonia. Nel caso di uno stile classico, per esempio, andranno bene porcellana e cristallo, mentre se le vostre nozze o evento hanno un carattere informale e meno convenzionale, via libera all’estro, ma sempre all’insegna del buon gusto e dell’armonia. Ma gran parte dell’effetto scenografico sarà dato dalle forme e dai colori dei dolci, perciò meglio non esagerare con le decorazioni.

Quanto alla varietà dei dolcetti, consiglio di optare per un assortimento molto eterogeneo, in modo da soddisfare quanti più gusti possibili, l’ideale sarebbe unire tradizione e novità, così da accontentare tutti. Da qualche tempo, per esempio, vanno per la maggiore cupcake e cake pop, ma anche i francesi macarons, cioccolatini dai gusti più strani e bizzarri e praline ricoperte colorate. Non bisogna assolutamente dimenticare di inserire i confetti che sono un evergreen nei matrimoni e ora che in commercio c’è una varietà pressoché infinita di gusti e di colori, potrete sbizzarrirvi nella scelta e preparare tanti bei contenitori su livelli differenti, ciascuno colmo di un tipo diverso.

Infine, prestate molta attenzione alla posizione dello Sweet Table  nel contesto della location, collocandolo in una zona comoda e bene in vista, cosicché gli invitati abbiano la possibilità di muoversi con facilità attorno al tavolo e di ammirare la scenografica disposizione delle prelibatezze; in ultimo, preparate delle piccole etichette rigorosamente in linea con tutto il “corredo cartaceo” dell’evento su cui indicare il nome del relativo dolce, così da facilitare la scelta ai vostri ospiti. Ma se l’aspetto scenografico non è da trascurare, non dimenticatevi che ciò che gli ospiti apprezzeranno di più sarà la possibilità di fare incetta di dolcezze; per questo vi consiglio di offrire loro degli originali contenitori per portarsi a casa una selezione di questi dolci come “souvenir de mariage”.

 

Se volete essere davvero TOP, non dimenticatevi un tavolo “baby-friendly” con caramelle, lecca lecca, marshmallow e simili…

In ogni caso la Regina dell’evento rimane lei, la Torta!!

Che dire… buon lavoro e ricordatevi sempre che, meglio un elemento di decoro in meno piuttosto che un “confetto” in più!!!

Leggete anche

 http://www.melaniamillesi.it/?p=1300 Torta Nuziole, tra storia e curiosita!

http://www.melaniamillesi.it/?p=1736 La Bomboniera e i Confetti

Melania Millesi WP

 

 

 

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Come scegliere la giusta Location per il banchetto di nozze??!

La scelta di dove organizzare il banchetto di nozze è tra le prime e più importanti che una coppia di futuri sposi è “costretta” a fare, quella sarà casa loro per il giorno tanto atteso, studiato, sognato e non di certo economico, quindi le aspettative sono e devono essere alte!!!  Le opportunità sono pressoché infinite, allora come cavarsela nella scelta del posto giusto? Il budget e il tono della cerimonia sono sicuramente voci determinanti, ma non le uniche. Ecco i suggerimenti per una festa con i fiocchi.

Come regola generale, sarebbe opportuno che il locale non fosse eccessivamente distante dalla chiesa o dal Comune!

Quanto tempo prima?? Dipende da che periodo dell’anno e che giorno della settimana vi sposerete… Inoltre se il luogo che desiderate è gettonatissimo o se un rustico su di uno sperduto monticello… Insomma, dipende…..

Inoltre bisogna considerare:

Stile della cerimonia. Se la volete Classica, Sfarzosa, Shabby, Informale, Country, a Tema… ecc.

Budget.

Stagione. Dove festeggerete il Grande giorno dipenderà, ovviamente dalla stagione in cui vi sposerete. Parchi, giardini e mare saranno i favoriti in estate, mentre in inverno i saloni di Ristoranti, ville e castelli potranno accogliere i vostri ospiti magari con i camini accesi! Attenzione alle mezze stagioni: assicuratevi sempre che sia possibile banchettare anche all’interno del locale scelto, in caso di maltempo.

Inoltre nell’organizzazione del ricevimento, dovrete pensare in primo luogo ai vostri ospiti, da perfetti padroni di casa.

Valutate il loro numero e la provenienza degli invitati. Capita spesso che alcuni invitati provengano da città molto distanti da quella del matrimonio. In questi casi potrebbe essere necessario ospitarli in albergo, almeno per una notte. La location dovrà quindi trovarsi in un luogo vicino o ben collegato alle strutture ricettive presenti nella vostra città, a meno che non decidiate di scegliere come location proprio un hotel.

Ma tra le scelte possibili si pone il dilemma: è meglio il ristorante o la location + catering?

Questi alcuni aspetti che valgono per entrambe le opzioni…

E’ importate analizzare questioni pratiche e logistiche:

 

In entrambi i casi è OBBLIGATORIO il piano B!!! Che a volte può essere “più bello” del piano A… il piano B oltre che per la pioggia va considerato anche in caso di eccessivo caldo, vento o umidità, cenare fuori a giugno non sempre può risultare piacevole!

Altro fattore è che se si vuole celebrare la cerimonia sul posto vedere la disponibilità e gli spazi riservati a questo tipo di richiesta…

 

Il luogo dove poter sistemare i musicisti e l’eventuale pista per ballare… Ma  e soprattutto, bisogna valutare la luce naturale e/o artificiale che il posto offre per poter predisporre un’eventuale illuminazione più adeguata… quindi il mio consiglio è quello di visitare la location o ristorante nello stesso orario in cui si svolgerà il banchetto, per rendersi conto di ombre e luci sia che esso si svolga a pranzo o a cena…La location o ristorante offre soluzioni adatte sia al chiuso che all’aria aperta? I locali sono sufficientemente climatizzati/riscaldati? All’aperto sono previste zone ombreggiate? Ci sono laghetti o altre fonti d’acqua che potrebbero far temere un’invasione di zanzare? IMPORTANTE cercate sempre di immaginare il luogo nella stagione delle nozze, indipendentemente dal periodo in cui lo visiterete, in ogni caso fatevi mostrare delle foto di eventi passati che possano illustrarvi come sarà durante la stagione da voi scelta (fioritura, prato, fogliame, ecc….)

Adesso vediamo i pro e i contro delle due opzioni….

Qualora non siate orientati verso un ristorante e non avete ancora la location dei vostri sogni, un buon metodo per ottenere il trattamento migliore possibile è quello di invertire il processo, ossia rivolgersi ad un catering, ed attraverso di loro cercare la giusta sistemazione per il luogo (questo solo nel caso in cui non siete seguiti dalla Wedding Planner!!!).  I migliori di essi hanno contatti con molte strutture e quindi possono mediare per voi con una forza maggiore della vostra (ma attenzione agli eventuali accordi interni!!) Diffidate dei catering che non hanno molteplici soluzioni da offrirvi, se non hanno molti contatti un motivo ci sarà…

Un ricevimento nuziale organizzato in una Location dà carta bianca sulla scelta degli allestimenti: il tema del ricevimento, la forma e la disposizione dei tavoli, i fiori, le stoviglie e le tovaglie… tutto può essere sistemato secondo i gusti degli sposi, si ha sicuramente maggiore libertà.

 

Importante, quando chiedete il costo dell’affitto informatevi SEMPRE se l’IVA è compresa o a parte, potrete così evitare cattive sorprese perchè l’importo finale potrebbe lievitare di parecchio!!

Il ristorante invece non dà gli stessi margini di scelta e ci si deve adattare alle caratteristiche che lo contraddistinguono senza poter fare troppe modifiche, ma del resto se verrà scelto è perchè piace proprio così!

Nella location si ha a disposizione il posto tutto il giorno, in esclusiva, in alcuni ristoranti ciò non è possibile, o suddividono un evento a pranzo e uno a cena o (PEGGIO!) contemporaneità degli eventi ove gli spazi lo permettono…

Quando il numero di invitati è davvero ridotto e, a fronte di budget limitati, la spesa per l’affitto della location non sarebbe ammortizzabile, quindi optate per il Ristorante, che generalmente, offre un numero minore di coperti e degli spazi più ristretti e quindi più intimi e adatti a voi;  viceversa la location è totalmente appannaggio degli invitati, che possono essere anche numerosi perché di solito gli spazi sono più ampi.

Optate per il Ristorante se si vuole a tutti i costi una particolare cucina che si può trovare solo lì o se volete assolutamente un determinato Chef!

Altro aspetto (e mito da sfatare) il livello della cucina di un catering (ma più propriamente si dovrebbe parlare di servizio di banqueting) è assolutamente concorrenziale con quello dei ristoranti. Di fatto oggi i catering (di un certo livello) cucinano espresso tutto il menu e le portate escono fumanti dalla cucina come al ristorante, con piatti di ottima qualità sia dal punto di vista del gusto che della presentazione. I responsabili sanno inoltre quali sono le migliori modalità di servizio in base al menù scelto – se quindi presentare la portata già nel piatto o servirla al vassoio, all’inglese – perchè possono contare sulla loro esperienza e valutare quale sia la resa migliore.

Veniamo ora alla discriminante più pesante nella scelta della location anzichè il ristorante: il costo totale (affitto + catering + allestimenti)!

Tirando le somme il ristorante è l’alternativa più economica, a meno che non sia stellato o in posti turistici d’eccellenza!!! Nel caso in cui il budget a disposizione sia più risicato, posso dire che il ristorante rimane nel tempo un’ottima alternativa, soprattutto se si vuole puntare su un  ricevimento di nozze più intimo e sobrio.

Chi opterà per il ristorante dovrà assicurarsi che, oltre ad offrire una cucina di alto livello, esso disponga di locali adatti ad accogliere il numero di invitati previsto e che gli ambienti e gli allestimenti proposti rispondano al gusto della coppia. L’ideale sarebbe avere a disposizione anche un’area esterna o un giardino  per scattare le fotografie e per intrattenere gli ospiti più piccoli che difficilmente sopporteranno di stare seduti al tavolo per ore.

Anche chi opterà per l’agenzia di catering dovrà affidarsi esclusivamente a professionisti del settore che garantiscano un’alta qualità delle materie prime utilizzate per cucinare e un servizio eccellente. Il catering DEVE essere attrezzato per allestire un banchetto di nozze nella location scelta dagli sposi, a prescindere che sia essa una villa, una dimora storica o una casa privata.

In generale c’è poi anche un aspetto puramente pratico da valutare: il ristorante offre, per così dire, un servizio “chiavi in mano”, quindi adatto a quegli sposi un po’ più ansiosi o che non hanno molto tempo per organizzare tutto o che vogliono essere sicuri e vedere come sarà il risultato finale con un “format” già consolidato (ma scordatevi le nozze personalizzate o l’unicità dell’evento!).Mentre se sceglierete una location bisognerà inevitabilmente occuparsi personalmente di ogni singolo aspetto, in questo caso l’aiuto della Wedding Planner è sicuramente IL valore aggiunto, non solo per l’aspetto creativo, ma soprattutto perché possa fare da tramite tra tutti i partners che si troveranno a collaborare insieme quel giorno, mentre gli sposi si potranno goere la festa!!

Tra le varie soluzioni vi sono anche molte strutture ricettive come gli agriturismi che  spesso mettono a disposizione la loro struttura per organizzare feste nuziali con meravigliose viste su paesaggi marini o montani mozzafiato, con un’ottima cucina e prezzi più accessibili!

 

Da considerare anche… 

L’orario  nel quale avverrà la cerimonia  è un altro fattore che influenzerà la tipologia di ricevimento. Chi si sposa di giorno deve prevedere un pranzo al quale può seguire, eventualmente, un buffet di dolci pomeridiano accompagnato dalla  musica. Ideale un luogo all’aperto in primavera o autunno, al chiuso d’inverno o d’estate per il troppo caldo …Le cerimonie che si tengono nel tardo pomeriggio o in serata sono invece seguite solitamente da un cocktail o rinfresco e dalla cena vera e propria, con l’immancabile intrattenimento musicale a chiusura della serata. Oltre a queste tipologie “classiche” ne esiste anche una terza, diventata molto popolare negli ultimi anni e particolarmente adatta alla stagione estiva. Si tratta di buffet pomeridiani, detti “déjuner sur l’herbe” (letteralmente: “colazione sull’erba”), nei quali regna l’informalità e che si svolgono all’aperto, in un giardino o in un prato.

Quali devono essere le caratteristiche del menu “perfetto”?

La perfezione, come si suol dire, non è di questo mondo, pertanto non esiste un menù ideale in senso assoluto. Al di là dei propri gusti personali, è importante premettere che ormai è definitivamente tramontato il mito del menù ostentato e sontuoso che dura 4 ore!!! La gente preferisce piatti saporiti ma semplici, più vicini alla tradizione del territorio che alla novelle cuisine che può non piacere a tutti. Per non sbagliare, dunque, è bene puntare al cibo genuino, alle ricette tipiche e ai prodotti del territorio: certo un pizzico di innovazione o la rivisitazione di qualche piatto può essere cosa gradita, ma senza esagerare. Molto importante è anche la scelta di ingredienti di stagione, che ovviamente sono più buoni, freschi e genuini rispetto ai prodotti coltivati in serra tutto l’anno.

È importante comunicare al ristorante o al catering la presenza di persone con speciali necessità alimentari (es. celiaci, intolleranti al lattosio, diabetici, vegetariani, persone con allergie, ecc.) al fine di poter preparare piatti speciali che sicuramente saranno cosa apprezzata.

MA…..Chi l’ha detto che per il nostro matrimonio dobbiamo per forza affittare una mega villa, magari dai costi stellari o andare al ristorante??

Se avete la fortuna di avere una casa grande, possibilmente con il giardino o ampi spazi potete decidere di organizzare direttamente lì il vostro ricevimento di nozze!! Niente di più romantico….

In paesi come Gli Stati Uniti o l’Inghilterra, i matrimoni in casa sono all’ordine del giorno. Tant’é che esistono molte agenzie specializzate che si occupano di organizzare le nozze fino a 10 mesi prima della fatidica data, curando il giardino, preparando il terreno per allestire un tendone, posizionando i servizi igienici e allestendo il parcheggio per gli ospiti. Tutto questo mentre i proprietari vivono la loro vita quotidiana: può sembrare incredibile, ma queste agenzie sono talmente professionali da programmare i sopralluoghi in modo da interferire appena con la routine della famiglia!

Ma questo argomento merita un articolo tutto suo!!!

Leggi anche http://www.melaniamillesi.it/?p=1591 (disposizione dei tavoli!)

Visitate il mio sito http://www.melaniamillesi.it/

Troverete tanti altri interessanti articoli nel mio Blog… Buona lettura!

 

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Cerimonia Religiosa, Civile o Simbolica???!!!

Le Nozze secondo il Rito Cristiano

Sposarsi in chiesa con l’abito bianco è il sogno di tutte le ragazze, o quasi. Ma prima di realizzarlo è indispensabile sbrigare alcune formalità burocratiche che spesso fanno allungare i tempi. La Chiesa cattolica sconsiglia i matrimoni nel periodo dell’Avvento e nella Quaresima; nel caso si volesse scegliere questi periodi la celebrazione dovrà avvenire in tono molto dimesso.

Il punto di partenza è la scelta della Chiesa: per tradizione il matrimonio dovrebbe essere celebrato nella parrocchia di residenza della sposa, tuttavia è ammesso anche scegliere la parrocchia di residenza dello sposo; talvolta gli sposi decidono invece di unirsi in matrimonio nella parrocchia nella quale risiederanno dopo le nozze.
Se si desidera infine, che il rito venga celebrato in un luogo particolare che non corrisponde a nessuno dei tre citati sopra, occorre chiederne il nulla osta ecclesiastico.

Nella scelta della Chiesa, si devono naturalmente considerare alcuni fattori: la capienza, eventuali limitazioni circa l’attività cine-fotografica nel corso della cerimonia, la sua ubicazione (centro storico, paese, campagna…).

La scelta può ricadere su una Cattedrale o su una Chiesa di grande importanza storica. I tal caso la vostra cerimonia sarà improntata verso uno stile formale, elegante, solenne. Ci sono due elementi da considerare bene prima di scegliere una Chiesa di grande portata storica: l’appetibilità da parte di altre coppie di sposi (quindi tempi di prenotazione verosimilmente lunghi) e l’impegno maggiore (anche economico) per decorare con fiori tutti i banchi e l’altare! In ogni caso è bene scegliere il luogo del ricevimento nelle immediate vicinanze della chiesa, per evitare che un giorno di festa si trasformi a tutti gli effetti in un penoso e stancante girovagare per gli sposi e gli ospiti. Ricordo che la cura nel programmare il proprio matrimonio non deve riguardare solo gli Sposi, ma anche tutti gli invitati.

L’ORA DELLA CERIMONIA

Il galateo offre la più completa libertà. La scelta dell’ora deve essere fatta in base al tipo di ricevimento che si vuole organizzare in seguito.

9/10: segue un breakfast o un brunch che deve terminare tassativamente entro l’ora di pranzo.

11/12: dopo la cerimonia gli invitati sono invitati a un pranzo o un rinfresco di una certa importanza.

14/16: orario molto elegante. Gli invitati sono poi intrattenuti per un rinfresco in piedi da terminare entro le 19. La serata può poi proseguire con una festa da ballo.

16/18: seguirà un rinfresco oppure la cena o la cena danzante.

18.30/21: frequente in estate. Segue per gli invitati un cocktail oppure una cena o un rinfresco da concludersi entro mezzanotte.

IL RITO

Ma in che cosa consiste la funzione religiosa? Nel corso della messa sono quattro i momenti fondamentali che vi renderanno marito e moglie: il rinnovo delle promesse battesimali, la liturgia del matrimonio, la consacrazione e lo scambio degli anelli e infine la benedizione agli  Sposi.   

Dal primo gennaio 2005, nell’ambito della celebrazione del matrimonio religioso di rito cattolico, sono state introdotte alcune novità che hanno, seppure in modo lieve e senza stravolgimenti, modificato il rituale. Innanzitutto, nei giorni precedenti quello delle nozze, gli sposi prendono accordi col Parroco scegliendo le letture e le formule di rito per i diversi momenti, tra quelle consigliate nell’apposita Guida alla Santa Messa per gli Sposi, che in genere viene donata ai fidanzati durante il Corso di preparazione al Matrimonio.

All’inizio della celebrazione del Matrimonio, si fa memoria del Sacramento del Battesimo: il Parroco benedice gli sposi e i presenti, aspergendoli con l’acqua santa e ricordando loro il momento in cui hanno ricevuto il Battesimo e sono divenuti cristiani.

Il cambiamento che ha colpito di più, riguarda tuttavia la nuova formula della manifestazione del consenso:

“Io, ………….., accolgo te, ……………., come mia/o sposa/o.
Con la grazia di Cristo, prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.”

Non più “prendo te”, dunque, ma “accolgo te”, perché il verbo prendere è stato giudicato più adatto in riferimento a cose inanimate, ad oggetti, mentre ad una persona si addice molto di più il verbo accogliere. “Con la grazia di Cristo”, perché l’essere umano talvolta è fragile, e la promessa fatta il giorno del Matrimonio potrebbe avere bisogno dell’aiuto divino, per essere mantenuta giorno dopo giorno.

Una curiosità: dopo la celebrazione del Matrimonio, quando gli sposi sono già marito e moglie, a loro discrezione, e col parere favorevole del Parroco, c’è la possibilità di introdurre un ultimo rituale, quello dell’incoronazione degli sposi: due coroncine dorate o argentate, vengono poste sul capo dei novelli sposi, come simbolo di incoronazione nella gloria di Cristo; questo rito, che può apparire nuovo e senza precedenti nella chiesa cattolica, è invece praticato per tradizione in diverse parti d’Italia, ed è tipico del matrimonio greco-ortodosso, dove gli sposi incoronati compiono il giro della chiesa, festeggiati da parenti e amici.

Un bel ricordo di questo momento, il più importante della giornata, è sicuramente il libretto della cerimonia. Nel tempo il riaprirlo comporta il rispolverare le letture scelte e le parole che il sacerdote ha scelto per commentarle.

La musica con la sua forza e la sua capacità di emozionare e suggestionare ha lo scopo di rendere unica la cerimonia religiosa e la sua funzione principale è quella di accompagnare e sottolineare i momenti più importanti della celebrazione, dall’ingresso degli invitati all’uscita degli sposi. Per questo deve essere consona al periodo liturgico, alla natura del rito e alle sue singole parti. L’esecuzione dipende dal tipo di chiesa che avete scelto: se parliamo di una basilica antica, sarà probabilmente provvista di un organo. Allora perché non utilizzarlo? Ma potete optare anche per un coro o un’orchestra, a seconda dell’ampiezza della stessa. Se siete orientati, invece, verso una chiesa più piccola, ma sempre antica, l’idea potrebbe ricadere su un duo o un quartetto. Al contrario, se preferite una chiesa moderna l’imperativo è trovare dei musicisti qualificati che sappiano consigliarvi e regalarvi la giusta “dose di emozione”. I momenti cruciali della cerimonia sono: l’ingresso della sposa, l’offertorio, la consacrazione, la comunione, le firme e l’uscita degli sposi dalla chiesa. Ricordatevi in ogni caso di informare il sacerdote delle vostre intenzioni.

Il sacerdote

Un’altra evenienza che si sta manifestando sempre più spesso è il desiderio di far officiare il rito da un sacerdote di una parrocchia diversa da quella di residenza o perchè c’è un rapporto di amicizia o perchè si collabora con lui. In questo caso si può chiedergli di celebrare il rito nella parrocchia di uno degli sposi oppure trasferirsi nella sua o scegliere una terza parrocchia. Tutti i permessi devono essere ovviamente a posto. Se viene invitato al ricevimento, il posto d’onore è il suo. Oltre all’offerta per la chiesa, può essere carino omaggiarlo di una bomboniera soprattutto quando si è legati a lui da un buon rapporto; certamente tale bomboniera non sarà uguale a quella degli altri invitati ma non deve essere necessariamente neanche il classico soggetto religioso.

Il Rito Civile

Un matrimonio celebrato in chiesa può arrivare a durare anche un’ora e mezza, il rito civile, invece, nella sua linearità è molto breve e solitamente non si superano i 20 minuti.

In Italia la cerimonia civile è regolamentata da poche semplici norme, che spesso l’hanno privata di quell’atmosfera di solennità e di romanticismo che per tradizione appartengono alla cerimonia religiosa. Questo è stato in molti casi uno dei motivi che hanno spinto numerose coppie a rinunciare all’idea di un matrimonio laico a favore di una celebrazione cattolica, anche nei casi di scarsa o nulla convinzione religiosa. Del resto è comprensibile che nessuno desideri per il suo Gran Giorno una cerimonia sbrigativa e frettolosa, che si riduca alla semplice lettura degli articoli del codice civile.
Fortunatamente le cose sono cambiate, anche grazie alla diffusione sempre crescente del matrimonio civile a scapito di quello religioso.
Se state quindi progettando di sposarvi in comune, non rinunciate a dare un tocco di romanticismo e di solennità alla vostra funzione.Verificate come prima cosa la disponibilità del sindaco o dell’addetto comunale
(nei piccoli centri è più facile avere il loro consenso) e poi preparatevi a organizzare il matrimonio dei vostri sogni.

Ci si sposa in Comune in caso uno degli sposi sia divorziato civilmente e non abbia ottenuto l’annullamento da parte della chiesa; se le religioni degli sposi non consentono un unione reciproca; motivi ideologici vari, desiderio di maggiore sobrietà , ecc.. Non tutte le coppie al primo matrimonio civile sono necessariamente laiche: in alcuni casi si desidera semplicemente dissentire con l’idea di “famiglia” imposta dalla chiesa cattolica e non si considera il matrimonio un sacramento indissolubile che unisce corpi ed anime per l’eternità .

Quali che siano le motivazioni che portano alla sala comunale, va comunque detto che il matrimonio civile è un atto di grandissima importanza, non rappresenta nè una seconda scelta, nè un’attenuazione degli impegni e degli oneri. E’ infatti uno di quegli atti simili al giuramento in tribunale: coinvolge gli individui dal profondo e pone le proprie basi su etica (firma e testimoni), morale (vi è l’obbligo giuridico della fedeltà), rapporti sociali (è un atto pubblico), rapporti economici (mutuo soccorso fra i contraenti).
Il Matrimonio è l’unione di due persone finalizzata alla reciproca solidarietà, oltre che al mantenimento ed all’educazione dei figli.

Sul piano affettivo si tratta dunque del coronamento di una promessa di amore. Sul piano giuridico il matrimonio rappresenta un accordo a cui la legge riconosce un valore contrattuale, vincolante per i contraenti e per tutta la società.

Il Matrimonio si definisce Civile quando è celebrato davanti all’Ufficiale di Stato Civile, è assoggettato alle regole espressamente previste dal codice civile e dalle leggi speciali e non riveste alcun rilievo in ambito religioso.

La Cerimonia

La cerimonia di celebrazione del matrimonio civile comprende tre momenti specifici:
La lettura di tre articoli del Codice Civile (artt. 143, 144, 147);
L’esplicita e pubblica dichiarazione di volontà di coniugarsi;
La lettura dell’atto di matrimonio e la sua sottoscrizione da parte degli sposi, dei testimoni e dell’Ufficiale di Stato Civile.

FARSI SPOSARE DAL MIGLIORE AMICO

La legge permette anche di farsi sposare dal migliore amico o dalla migliore amica. Una vecchia dimenticata norma del 1939 prescriveva infatti che «…il titolare della funzione può delegare le proprie competenze a uno o più consiglieri o ad altra persona che abbia i requisiti per la nomina a consigliere comunale». Il DPR n. 396 del 3 novembre 2000 ha mantenuto questa possibilità e, all’articolo 1, comma 3, recita: «Le funzioni di ufficiale dello stato civile possono essere delegate ai dipendenti a tempo indeterminato del Comune, previo superamento di apposito corso, o al presidente della Circoscrizione ovvero a un consigliere comunale che esercita le funzioni nei quartieri o nelle frazioni, o al segretario comunale. Per il ricevimento del giuramento di cui all’articolo 10 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, e per la celebrazione del matrimonio, le funzioni di ufficiale dello stato civile possono essere delegate anche a uno o più consiglieri o assessori comunali o a cittadini italiani che hanno i requisiti per la elezione a consigliere comunale». Quindi qualunque cittadino eleggibile può celebrarlo!!    Può essere, questo, un modo molto più simpatico di festeggiare le proprie nozze: anziché far celebrare il rito da un anonimo consigliere o funzionario, può essere molto più divertente farlo celebrare dall’amico o dall’amica del cuore.  Il celebrante così scelto viene sempre affiancato da un ufficiale di Stato Civile che lo coadiuva nella celebrazione durante la quale può pronunciare agli sposi alcune parole che, data la conoscenza, risultano solitamente particolarmente sentite. Si possono anche leggere brani di prosa e poesie, previo accordo con chi celebra il rito. Di solito la lettura avviene dopo la dichiarazione di unione, prima della lettura dell’atto matrimoniale e delle firme. Certo può rappresentare un momento molto commuovente e l’occasione per gli sposi stessi di scambiarsi una promessa ancora più significativa (infatti la cerimonia civile non prevede molte “battute”, questi infatti si limitano di solito ad un paio di SI).

Galateo:
Ora passiamo invece a quelle piccole regole di galateo che renderanno il matrimonio civile un evento raffinato e di classe, con un occhio particolare alle tradizioni e al bon ton.

Gli abiti:
Assolutamente no a tutto ciò che ha sapore di “vorrei sposarmi in chiesa ma non posso”. Scegliere il matrimonio civile significa scegliere anche un look preciso. Lei non avrà una mise con candidi veli e bianco tulle, lui non sfoggerà tight, cilindro e bastone. Abito lungo o corto (ma da giorno!!! Niente strass, paillettes, ricami oro argento) per lei, meglio se corredato da una giacca stile tailleur che da un piacevole effetto rigore, stola, sciarpa o foulard sulle spalle, cappello si e guanti. Ottimo il tailleur importante, sempre con cappello, guanti e foulard, ottimo per l’estate (se si ha il fisico adatto) l’abito sottoveste lungo tre quarti, purché le spalle siano coperte per tutta la cerimonia,  scarpe particolari e con un bel tacco (se si riesce a portarle con disinvoltura!). Da evitare in ogni caso il nero. Per lui è perfetto il completo grigio scuro, con cravatta, camicia rigorosamente bianca e gilet preferibilmente semplice. Scarpe nere, ammessi i gemelli purché estremamente semplici.

Per quanto riguarda la musica, data la brevità del rito, è bene considerare che i pezzi non saranno più di due o tre. La musica rappresenta infatti il sottofondo dell’entrata degli sposi, la raccolta dati dei testimoni, il momento delle firme e l’uscita dalla sala. Anche in questo caso sarebbe da evitare tutta la musica sacra, per il resto spazio libero alla fantasia.

Le tradizioni:
Sì e ancora sì a tutto ciò che di tradizionale è correlato a questo giorno:
trovarsi con le amiche la mattina per prepararsi insieme, non vedere lo sposo il giorno precedente, indossare qualche cosa di vecchio, di nuovo, di prestato e di blu, farsi accompagnare dal padre nella sala, fare attendere (non più di qualche minuto, sennò si diventa maleducati) lo sposo con il bouquet ecc…

Se si convive già è comunque bello che i futuri sposi entrino insieme e gli invitati li seguano disponendosi ordinatamente alle loro spalle. In certe Case Comunali invece prima entrano tutti gli invitati, poi gli sposi per ultimi.

Si a lacrime, emozione, mani tremanti.. tutto ciò non rappresenta certo una caduta di stile. Anzi!!! Dona un tocco estremamente sincero e commuovente al tutto.

Si anche al riso.. che deve però essere tirato all’uscita del Comune, non all’uscita della sala deputata ai matrimoni!!!

Idem per i baci, devono seguire il rito del riso ed essere elargiti senza parsimonia!!!!

UN PO’ DI STORIA

Storicamente il matrimonio non è stato altro che l’unione legale tra le parti (non necessariamente due e non necessariamente con gli stessi diritti: la donna è quasi sempre stata considerata subalterna all’uomo). A partire dal Medioevo, però, la Chiesa ha iniziato a estendere la sua giurisdizione anche su questo atto: per essa infatti il matrimonio è in sé stesso un vincolo di diritto naturale e sacro. Mentre all’inizio ci si limitava a una semplice benedizione davanti alla chiesa, dal XIII secolo in poi si afferma definitivamente il matrimonio canonico come sacramento, di cui il Concilio di Trento (1563) stabilisce la forma definitiva. Negli ultimi secoli, però, la riforma protestante e le spinte per una maggior laicità dello Stato hanno portato i legislatori a interessarsi anche a questo campo: del 1804 è il Codice Napoleonico, che stabilisce per la validità del rito la presenza di un ufficiale dello stato civile. Nello Stato italiano unitario l’introduzione di un nuovo Codice Civile a partire dall’1/1/1866 disconobbe tutti gli effetti giuridici al matrimonio religioso, mantenendo come unica forma valida quello civile e consentendo per la prima volta ai non credenti di unirsi in matrimonio senza sottostare ai dettami degli ecclesiastici. Il Concordato del 1929, purtroppo, ridonò effetti civili anche al matrimonio religioso. Ancora oggi il matrimonio civile è disciplinato dal Codice Civile del 1942.

Attenzione: l’articolo 110 del codice civile autorizza la celebrazione fuori della casa comunale solo nel caso in cui uno degli sposi, per infermità o per altro impedimento giustificato, sia impossibilitato a recarsi nella sede stabilita dal Comune stesso per le nozze.

 

IL MATRIMONIO LAICO-UMANISTA O RITO SIMBOLICO

La prima coppia a fare un passo di questo tipo non poteva che provenire dall’estero (Susie e Scott, dal Regno Unito). In alcuni paesi (Australia, Canada, Irlanda, Norvegia, Nuova Zelanda, Scozia, alcuni stati USA) il matrimonio umanista ha valore legale: in Italia ovviamente no, ma ne diede notizia anche la stampa (L’Unità, 25 luglio 2002)quando il 21 luglio si officiò, presso il Castello di Burio, vicino Asti, il primo matrimonio laico-umanista in Italia.

In cosa consiste? Alla firma in Municipio segue una cerimonia privata che i due sposi personalizzano secondo i propri gusti, e che prevede la presenza di un “officiante” laico, che legge un testo preparato dalla coppia stessa. In poche parole, una cerimonia che non ha assolutamente nulla di liturgico, ma molto di umanissima (e umanistica) voglia di divertirsi.

Se avete optato per questo Rito potrete completare la personalizzazione con la scelta della location della funzione. Non avendo infatti più il vincolo di scegliere Chiese o un posto eletto a Casa Comunale, potrete decidere di celebrare la funzione nel luogo che più vi rappresenta o che avete sempre sognato, qualunque esso sia. Sono sempre di più le strutture che si stanno organizzando per offrire alle coppie location mozzafiato e indimenticabili per celebrare una funzione Laico-Umanista.

Ciascuna Cerimonia Laica è unica, creata espressamente per quella occasione e per quelle persone. Si basa su valori umani condivisi, senza religione o superstizione. Non esistono forme prescritte o regole da seguire, e (al di là dei requisiti legali) non c’è niente da osservare. La celebrazione dell’amore, dell’affetto e della decisione di condividere la propria vita con quella di un’altra persona è regolata da leggi diverse nei vari paesi, ma non conosce confini né geografici né di genere: dunque accanto al Rito Civile sempre più coppie affiancano il Matrimonio Laico Umanista, basato sui valori delle persone, sulla condivisione delle emozioni e dei sentimenti con letture da parte degli invitati che vengono attivamente coinvolti e momenti simbolici in cui il gesto si fa poesia.

Le Cerimonie di Unione – o Unioni Civili – possono riguardare sia coppie di diverso sesso sia coppie dello stesso sesso (ricordiamo però che in Italia queste ultime hanno valore affettivo ma non ancora legale).

Come organizzare una Cerimonia Laica Umanista? Solitamente la Celebrazione varia a seconda delle preferenze della coppia: nella Cerimonia c’è un primo momento di accoglienza e di benvenuto, segue una presentazione degli sposi, della loro storia, eventualmente la presentazione dei Testimoni e del perché della loro scelta. Poi c’è la fase centrale in cui gli sposi si scambiano la Promessa con eventuali momenti simbolici, le letture degli ospiti o dei Testimoni e infine un discorso augurale conclude solitamente la Cerimonia

Riti simbolici

Ci sono alcune cerimonie che si possono inserire sia nel rito in comune sia in quello laico umanista. Una di queste è la ‘cerimonia delle candele’ dove la coppia con una candela ciascuno accende una candela più grande, simbolo della nuova vita insieme.
O ancora la ‘legatura delle mani’, rituale di origine celtica dove ai due sposi vengono appunto unite le mani con un nastro per simboleggiare l’impegno per una serena vita insieme. Se anche questa non dovesse piacere, si può optare per la ‘cerimonia della sabbia’: gli sposi utilizzeranno due contenitori con sabbia di colori diversi e ne verseranno il contenuto in un contenitore più grande. Per gli amanti dell’ecologia, un’idea potrebbe essere quella di piantare un albero, nel caso di una cerimonia all’aperto o, infine, l’idea di creare una ‘capsula del tempo’ da sigillare durante la cerimonia e riaprire in un lontano anniversario!

 

Ma ricordate che, a prescindere dal tipo di Matrimonio scelto, la cosa più importante è la vostra voglia di stare insieme… Questo è l’ ingrediente giusto per la riuscita di qualsiasi cerimonia!

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Melania Millesi WP

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I Gioielli degli Sposi… Quali indossare per il “Sì”??!

Abbondare è meglio che deficere, dicevano i latini. Ma quando si tratta di gioielli per le nozze, meglio affidarsi all’insegnamento di Coco Chanel:

  “La vera eleganza non si deve vedere”!

Per il giorno del matrimonio la studiata semplicità è quasi obbligatoria: per illuminare il volto, La Sposa deve splendere, con estrema naturalezza e semplicità, di una delicatissima “luce propria” evitando di adornarsi inutilmente … Infatti, il “bon ton” sconsiglia di indossare gioielli vistosi, ma di preferire un gioiello discreto, elegante, che illumini ed incornici il viso , in sintonia con l’abito scelto… Perfetti  un paio di orecchini con diamanti o un sottile girocollo di perle o di platino; ancora meglio se si tratta di un gioiello di famiglia, tramandato da generazioni… prezioso non solo per il valore, ma soprattutto affettivo …  Valutate sempre  le caratteristiche del vostro matrimonio e selezionate fra i pezzi che più vi piacciono esclusivamente quelli che rispecchiano l’atmosfera e il look che volete creare.

Lo stile del vostro matrimonio vi aiuterà sensibilmente a restringere il campo di scelta, se vi sposerete di giorno o nel tardo pomeriggio? Sarà un grande evento o una cerimonia riservata a pochi intimi?

E’ “proibito” alla sposa indossare altri gioielli o monili di ogni sorta; pertanto, è bandito il braccialetto del Battesimo così come l’orologio della Prima comunione. Ugualmente da evitare l’orologio della maturità o della Laurea o, comunque, qualsiasi altro gioiello cui la sposa sia legata perché, magari, a lei donato in occasione importanti e significative della sua recentissima vita da nubile.

La sposa non dovrà mai indossare anelli durante la cerimonia, con una sola ed unica eccezione, data dalla possibilità di fregiare il proprio anulare con un antico anello di famiglia di cui potrebbe farle dono la futura suocera, qualche giorno prima della data fissata per le nozze, proprio perché la sposa possa indossarlo durante la cerimonia. Si tratterebbe infatti, in questo caso, di rispettare un’antica tradizione del passato che aveva lo scopo di segnalare a tutti, in modo evidente ed inconfutabile, che la giovane sposa, in virtù di questo dono, entrava “di diritto”a far parte del patrimonio della famiglia acquisita al fine, però di garantire, la perpetuazione della discendenza.

Al giorno d’oggi, si è ormai persa questa tradizione e sono ormai quasi del tutto scomparsi i gioielli di famiglia,  ma il fidanzato dona alla sua amata un gioiello che, sebbene non rappresenti nella maggior parte dei casi il prezioso ed antico monile tramandato di generazione in generazione è comunque un gioiello importante, non solo dal punto di vista economico ma soprattutto simbolico ed è il tanto atteso (dalla fidanzata!) anello di fidanzamento, per il quale è importante sapere  la simbologia della pietra per esso scelta:

– Il Rubino: simbolo di devozione e rispetto;

Lo Smeraldo: simbolo di speranza;

Lo Zaffiro: che equivale ad imperituro amore;

– Il Brillante: emblema di un vincolo di amore eterno.

Per quanto possa essere unico e meraviglioso, il vostro anello di fidanzamento  andrà indossato SOLO dopo la cerimonia e all’anulare destro, prima mani e polsi vanno lasciati completamente liberi per dare maggiore risalto alla fede nuziale!

La sposa non deve eccedere, per la cerimonia religiosa o civile, nello sfoggio di troppi gioielli, il gioiello per eccellenza quel giorno è la fede e si rischierebbe di “oscurarla”!!

Ma per il ricevimento di nozze,  può esibire anche altri gioielli come per esempio un collier, un bracciale o dei pendenti  purchè  siano in sintonia con l’eleganza e lo stile del grande giorno.

Insomma, pochi ma buoni e con qualche attenzione per le (poche) norme di galateo rimaste:

Regola 1: assolutamente VIETATO l’orologio!!! La Sposa non lo indossa mai, quel giorno il tempo è tutto suo!!!!

Regola 2: non tutto insieme. La tradizionale parure composta da bracciale, collier e orecchini coordinati, per quanto preziosa o di famiglia, non è adatta per un matrimonio religioso: limitatevi a scegliere uno dei tre pezzi, o al massimo due se l’abito è DAVVERO molto semplice.

Regola 3: pendenti ma non troppo. Anche con un’acconciatura raccolta che lascia scoperte le orecchie, i pendenti troppo lunghi sono da evitare: molto meglio il classico punto luce o al massimo una monachella.

Regola 4: perle o non perle? La tradizione popolare le sconsiglia perché “portatrici di lacrime”. Ma se non siete superstiziose, nulla vi vieta di indossarle al collo o alle orecchie: il classico girocollo di perle è da sempre un must di sobria eleganza. Gioielli più importanti, come il collare a tre o più fili, la treccia o la collana graduata, sono invece riservati ai matrimoni di rango. Il filo di perle è ancora il gioiello classico della sposa, simbolo di eleganza e di stile, specie da quando Jacqueline Bouvier lo indossò nel giorno del suo matrimonio con John F. Kennedy, ed è tra i pochi gioielli permessi il giorno delle nozze, che si è sempre portato nonostante la credenza che le perle portino lacrime, forse con ragione, ma di gioia.

Ma le Perle meritano una parentesi a parte con qualche curiosità…  Un po’ di storia

Le gemme della sposa sono sempre stati i diamanti e le perle. Le perle, soprattutto, costituivano, specie a Venezia, l’ornamento più ambito dalle spose (Ecco da dove “lacrime di gioia”) che si ornavano il capo (con “drezze”, coroncine intrecciate di perle) e la scollatura (con lunghissimi “vezzi” a più giri), con un’ostentazione tanto sfrenata da preoccupare il Senato. Tanto che nel XV e nel XVI secolo, si decretarono addirittura leggi per contenere il lusso sfrenato che le riguardava e si stabilì fosse concesso un solo vezzo dal giorno del matrimonio fino allo scadere del primo anno di nozze. Nel Settecento una delle cerimonie del matrimonio riguardava “l’esibizione delle perle”: qualche giorno prima delle nozze la madre dello sposo, o la parente più stretta, presentava alla sposa il vezzo di perle che lei avrebbe dovuto portare per un anno intero. Chi non poteva permettersi di comperare questo “indispensabile” ornamento, lo affittava per un anno, anche se il nolo era carissimo (ecco da dove “lacrime di dolore”) in modo che per le nozze l’onore della famiglia fosse salvo!!!!

Pettinatura, abito e trucco aiutano a scegliere i gioielli …. E secondo il galateo:

Abito scollato. Potete indossare orecchini leggermente pendenti senza collana oppure scegliere una collana di lunghezza media con un pendente, abbinando orecchini molto semplici e minimali, come i punti luce con diamante.

Abito con uno scollo appena accennato. Scegliete un girocollo in oro bianco o rosa oppure il classico filo di perle, magari con una chiusura gioiello.

Abito accollato o décolleté ornato con motivi vistosi (pizzi, ricami, ecc. ). In questo caso lasciate il collo nudo e puntate su orecchini preziosi come boule in oro e diamanti o punti luce.

Abito decorato con pietre o perle. Bando a qualsiasi altro luccichio. Non indossate alcun gioiello e lasciate il posto d’onore all’abito.

Abito colorato, pregiato, magari firmato, ma non ottocentesco, potrete osare di più con la gioielleria. Fermo restando il consiglio di non eccedere, potrete portare una collana un po’ più appariscente, magari in tono con la tipologia del vestito. Se la vostra acconciatura è semplice e magari avete i capelli lunghi lasciati sulle spalle, degli orecchini leggermente più vistosi non daranno nell’occhio.

– Capelli lunghi. Se volete indossare gli orecchini con la chioma sciolta, sappiate che verranno nascosti dai capelli. Puntate comunque sulla luminosità piuttosto che sulla lunghezza dell’orecchino.

Nessun bijoux. Gioielli piccoli, discreti e severamente in oro e pietre preziose originali!!!

Per i capelli, L’uso del diadema è consentito solo se si tratta di un antico gioiello di famiglia.  Sia che decidiate di indossiate o no un velo, gli strass o le perline applicati alle forcine per i capelli sono un modo alternativo per personalizzare il vostro look. I fermagli o gli spilloni invece sono perfetti per le spose moderne.

 

I Gioielli per Lo Sposo… Pochi ma buoni!!!!

Sì all’orologio da polso, nei modelli più classici, dev’essere molto elegante, in metallo, preferibilmente non in oro. Molto raffinati anche i cinturini in pelle che esaltano il pregio del quadrante, qualora sia di particolare valore.

Simpatica anche la soluzione dell’orologio da taschino soprattutto se si tratta di un gioiello di famiglia. Se ben portato, infatti, dona un tocco di eleganza retrò, ma l’abbigliamento deve esserne all’altezza, molto raffinato nel caso del tight o un abito spiritoso, ma sempre elegante. Assolutamente si ai gemelli da polso basta che siano discreti… nonché ad un sobrio fermacravatta (meglio se in oro bianco o con classica perla), ma lo consiglio se l’abito è il tight, altrimenti meglio puntare su di una bella ed elegante cravatta, magari che si intoni con i colori del matrimonio!

Sono inoltre banditi tutti gli altri tipi di gioielli compresi gli orecchini, i braccialetti, le collane e tutti i tipi di anelli ritenuti veramente “out”, a meno che, nei matrimoni che contano, non si tratti di un anello con lo stemma che identifichi un’appartenenza a un nobile casato: in quel caso … “noblesse obblige”.

Curiosità…. Si è ormai consolidata una piacevole usanza che vuole che i futuri sposi si scambino, prima delle nozze, un dono che simboleggi il proprio pegno d’amore. Perciò un’idea carina potrebbe proprio essere quella di fare dono al proprio promesso, di almeno uno dei gioielli “ammessi”…

Ma il gioiello per eccellenza per Sposo e Sposa il giorno delle Nozze è senza dubbio la Fede…

Ma ho già parlato su come scegliere quelle più adatte a Voi, (http://www.melaniamillesi.it/?p=836)  qui vorrei raccontarvi un po’ di storia….

Già i matrimoni dei Romani (…e si crede anche degli egizi ancor prima) culminavano con lo scambio dell’anello, che per la sua struttura circolare rappresentava la perfezione e l’eternità dell’amore, senza inizio e senza fine, proprio come un cerchio. Antica è anche l’usanza di indossare la fede all’anulare sinistro, poiché si credeva ospitasse la vena amoris, congiunta direttamente al cuore. La forza di questi simboli li ha fatti giungere immutati fino ai nostri giorni, rendendo breve la vita di altre usanze, come quella medievale di donare alla sposa una cintura, emblema di castità, o quella del ‘600 di indossare la fede matrimoniale al pollice. Il galateo odierno prescrive che sia lo sposo o la sua famiglia a donare le fedi nuziali.

Nei paesi del nord Europa, invece, la vera si porta sulla mano destra. Nel medioevo le giovani spose avevano l’abitudine di annodare alla fede nuziale un filo dei propri capelli e uno del futuro sposo allo scopo di garantirsi amore eterno e fedeltà.

“Tutti pongono l’essenza del contratto di matrimonio in un piccolo pezzo d’oro che chiamano thali, che lo sposo attacca al collo della sposa e quest’usanza corrisponde a quella dell’anello in Europa”. Questo scriveva nella seconda metà del ‘600 l’eclettico avventuriero veneziano Nicolò Manucci nella sua “Storia do Mogol”, evidenziando quanto l’usanza indiana di donare un gioiello d’oro a suggello del matrimonio era una tradizione già ben radicata. In Tamil Nadu, nell’India meridionale, gli elaborati thali erano, e sono, infatti, i monili matrimoniali per eccellenza che indicano lo status coniugale.

Al Settecento, invece, risale la consuetudine di incidere all’interno della vera il nome degli sposi e la data del matrimonio.

Ma fin dai tempi dell’antica Grecia l’anello costituisce anche il dono che corona il fidanzamento, mentre è nel Rinascimento che il diamante, simbolo di incorruttibilità, si impone come la gemma del pegno d’amore e l’anello di fidanzamento diventa più prezioso della fede. Anche oggi il galateo suggerisce il diamante nonostante molte celebri eccezioni, come l’anello con rubino regalato dal re Vittorio Emanuele III alla futura regina Elena o l’anello con zaffiro donato da Carlo a Lady Diana.

Solo una regola è rimasta rigidamente immutata, ed è quella che impone di indossare anelli all’anulare sinistro solo quando indicano un legame sentimentale; se si è sposati il primo anello deve essere la fede e, a seguire, l’anello di fidanzamento; quest’ultimo può essere spostato sulla mano destra solo se la sinistra è occupata dalla fede.

Vorrei infine dire che Il valore di un gioiello non dipende solo dalle pietre e dal metallo con cui è composto: dipende dalla maestria artistica di cui è espressione e, soprattutto, dal significato che gli si attribuisce. Più di ogni altra cosa, il gioiello viene usato come simbolo di sentimenti, di promesse, di momenti magici della vita di cui si vuole fissare il ricordo. La scelta, quindi, non può essere casuale o superficiale, ma va fatta con amore, creatività e competenza: tre fattori essenziali del “galateo” della vita.

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La Torta Nuziale o Wedding Cake… Tra storia, tradizione e curiosità!

La Torta Nuziale, altrimenti chiamata WEDDING CAKE, ricopre sempre più il ruolo di co-protagonista: la sua maestosità, ed il suo stile sempre più ricercato ed accattivante, la rendono un’ incredibile sorpresa per tutti gli invitati! Quando i promessi sposi devono scegliere una torta bisogna che tengano conto di alcune importantissime sfumature: il tema e lo stile del matrimonio, i colori dominanti, i gusti e le preferenze perché questa deve riflettere la coppia e  rappresentarla.

I matrimoni sono sempre stati festeggiati da tutte le civiltà con simboli rappresentativi di ricchezza e fertilità, ed è proprio da questi antichi simboli che traggono origine le torte nuziali come le conosciamo oggi.

La Torta delle nozze degli antichi greci…

Tornando indietro alle testimonianze storiche troviamo che fin dai tempi degli antichi greci, impastavano torte diverse con miele e farina, chiamate genericamente plakuntes o pemmata. Durante il banchetto nuziale si offriva un dolce di sesamo e miele. Una porzione veniva data alla sposa insieme a un dattero e a una mela cotogna, simboli di fertilità.

 …e dei romani

Dopo secoli di ricette molto semplici, la cucina romana a partire dall’età augustea cominciò a divenire estremamente raffinata anche se ovviamente con sapori molto diversi dai nostri moderni, ma apprezzabile come avanzamento gastronomico. L’immagine più efficace di quei banchetti è descritta nel celebre episodio della cena di Trimalcione contenuta nel Satyricon di Petronio, in cui si descrive anche una torta a forma del dio itifallico Priapo che tiene in grembo della frutta. Anche i dolci romani erano essenzialmente a base di miele: lo zucchero, infatti, arrivò in Europa solo intorno all’anno mille, portato dagli arabi che lo compravano in India e il suo uso si diffuse però solo in seguito alla colonizzazione delle Americhe.

Durante i matrimoni i romani erano soliti regalare un dolce a base di orzo, che lo sposo spezzava con le mani per poi cospargere il capo della moglie con le briciole, poi mangiate dagli invitati: un rito che rimanda al defloramento della vergine, alla sua sottomissione e all’augurio di una prole numerosa.

 La torta matrimoniale del Medioevo

È nel Medioevo che nasce “la torta alta”, creata assemblando piccoli pani o biscotti portati dagli invitati durante il banchetto. Più alta era la montagna creata da questi pani, più alto il numero di persone vicine agli sposi. Esistono testimonianze di banchetti in Inghilterra dove i pasticceri dell’epoca erigevano dei veri e propri muretti, che venivano “glassati” con lardo per tenerli meglio insieme: se gli sposi riuscivano a baciarsi sporgendosi sopra questo singolare ostacolo senza farlo cadere, questo era segno di buon auspicio. Pare che nel XVII secolo uno chef francese in visita riportò in patria il concetto della pila di piccoli pani dolci, avendo, però, la geniale idea di legarli con del caramello e dando così vita al primo“croquenbouche”. Ancora oggi in Francia l’ultimo piano delle torte nuziali è costituito da un piccolo croquenbouche (montagna di bignè).

 … e nel ‘600??!

Dal Seicento nei paesi anglosassoni si diffuse la “bride’s pie”, una semplice crostata della sposa, non necessariamente dolce, anzi più spesso a base di frattaglie, ostriche e spezie, che nascondeva un anello di vetro, la donna che l’avesse trovato nella sua fetta sarebbe stata la prossima a maritarsi (un’ antica versione dell’attuale rito del lancio del bouquet) e le cui briciole venivano distribuite agli ospiti celibi e nubili perché messe sotto il cuscino avrebbe fatto apparire in sogno i futuri consorti.

 La torta bianca dell’800…

Le torte nuziali con copertura bianca che si diffusero nell’Ottocento sono legate proprio al concetto di torta della sposa e il loro candore non solo rimanda alla sua purezza virginale, ma anche al benessere della sua famiglia di origine: lo zucchero raffinato era ancora costoso, quindi più chiara era la torta, più ricca era la sua dote. Il nome “royal icing ” (ghiaccia reale) deriva proprio dalla bianca torta nuziale della regina Vittoria, che recandosi all’altare vestita solo di bianco lanciò anche la tradizione del classico abito da sposa. Durante il banchetto furono offerti molti dolci, ma la torta principale misurava quasi tre metri di diametro e pesava 140 chili. Sulla sommità ospitava la figura della dea Britannia, della regina e del consorte, il principe Alberto, in costume romano, e ai loro piedi un cane (simbolo di fedeltà) e due colombi (simbolo di amore coniugale). Un amorino che scrive su un cartiglio la data delle nozze (10 febbraio 1840), allegri cupidi e mazzi di fiori legati nel nodo dell’amore da candidi nastri decoravano il resto della torta.

La torta a più piani…

I canoni simbolici dell’odierna torta di matrimonio, sono nati invece alla fine dell’Ottocento nei paesi anglosassoni. La forma circolare, rappresenta la protezione celeste evocata sugli sposi, così come l’anello simboleggia una promessa senza fine. Le alzate che sorreggono i vari piani, o gli strati che si sovrappongono l’uno all’altro, sono una sorta di scala della vita coniugale, dove gli sposi affrontano insieme un cammino fatto di gioie e difficoltà. I cigni, in genere posti sulla sommità, identificano il legame monogamico

Ecco che ha origine la torta a più piani come la conosciamo oggi: la prima completamente edibile, costruita usando dei pilastri di sostegno e solida ghiaccia per tenere la struttura in piedi; gli altri strati invece erano finti, fatti di carta spessa, assemblati con dello zucchero sciolto e coperti con la ghiaccia. Si diffusero presto le torte a tre strati, il cui il top veniva chiamato “christening cake” e conservato per essere distribuito durante la celebrazione del battesimo del primogenito. Il taglio della prima fetta era il primo dovere espletato congiuntamente da marito e moglie come coppia ufficialmente sposata. Servirsela a vicenda, un ulteriore simbolo dell’impegno appena intrapreso.

In Italia fino alla prima metà del ‘900 la tradizione della torta nuziale non ha destato grandi consensi, perché i matrimoni più “in” dell’epoca (quelli regali o di alta rappresentanza) terminavano con un semplice dessert. Ma dagli anni cinquanta questo tipo di dolce è diventato “il simbolo” dei festeggiamenti d’ogni classe sociale ed ha cominciato ad essere unanimemente considerata un complemento addirittura irrinunciabile per ogni matrimonio che si rispetti!!

Due sono i requisiti fondamentali di una Torta Nuziale : l’ottima qualità e la bellezza scenografica.

La torta viene portata nella sala del ricevimento dai camerieri ancora intera perchè tutti la ammirino!

Le prime porzioni vengono distribuite dalla sposa: la prima viene data allo sposo e simboleggia la scelta di rimanergli accanto per tutta la vita. Le successive porzioni vengono consegnate nell’ordine alla suocera, poi alla mamma, al suocero, al padre e ai testimoni simboleggiando così l’acquisizione del ruolo di padrona della nuova famiglia. Quindi i camerieri portano via la torta e provvedono a spartire e distribuire le altre porzioni.

Mille e una torta…

I modelli-base seguiti dai pasticceri per confezionare le torte nuziali sono davvero svariati. Ecco quelli più diffusi:

la torta a piani: è la più famosa, e soprattutto la più scenografica. In genere i piani sono 3 o 5. Le più esagerate possono raggiungere anche i 7 piani. Questi piani sono composti da più torte sovrapposte fra di loro grazie a una struttura apposita;

a piramide o “all’inglese” : cubi o cilindri sovrapposti, decorati con festoni che donano uno stile tipicamente neoclassico; è un modello di torta tipica della tradizione anglosassone;

all’americana: è la torta a più piani in pan di spagna ricoperta da pasta di zucchero: una vera e propria scultura glassata;

a “cappelliera”: è a tre piani e tonda, ma più bassa perchè si sviluppa in superficie: può avere un diametro anche di un metro e mezzo;

monopiano: è appunto a un solo piano e può essere grandissima. Il fatto che sia piana lascia grandissimo spazio alla fantasia per quanto riguarda le decorazioni

torte monoporzione: si tratta di una tradizione importata dagli Usa: la torta originale viene riprodotta in miniatura in tanti esemplari. Se ne consegna una ad ogni invitato oppure le si inviano a coloro che non sono potuti intervenire al ricevimento.

 

Decorazioni

Una volta scelto il tipo di torta si danno le indicazioni al pasticcere in base alle proprie preferenze per quanto riguarda colori,

ingredienti e decorazioni di vario genere. Lasciate anche un margine di libertà alla fantasia del pasticcere: se l’avete ben scelto siete alle prese con un autentico artista che non deluderà le vostre aspettative.

I metodi di decorazione sono anch’essi i più svariati, ma una delle tecniche più diffuse è realizzare delle torte a base di Pan di Spagna e crema chantilly ricoperte di panna.

Un’altra alternativa molto scenografica oltre che gustosa è la torta alla frutta, con la superficie ricoperta di frutti preferibilmente rossi come fragole e frutti di bosco. Inoltre le torte nuziali sono tradizionalmente decorate con fiori…

 

Il metodo più diffuso nella tradizione anglosassone, ma che ha preso piede anche dalle nostre parti, è decorare la torta nuziale con il fondant o pasta di zucchero. Con questo composto si ricopre interamente la torta: è possibile creare vere e proprie sculture.

Intramontabili le sagome degli sposini. Ormai l’ironia e la goliardia si sono impadronite anche di questa usanza, che può essere reinterpretata con molta originalità. Anzi, se non avete intenzione di spendere cifre da capogiro per una torta faraonica, puntate ad arricchirla proprio con il particolare delle due figurine degli sposi poste sulla cima o accanto alla torta!

Insomma, largo alla fantasia nella maniera più assoluta: come avrete ben capito in una Torta Nuziale l’impatto visivo è la cosa più importante!!!!

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Melania Millesi WP

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