L’ ingresso della sposa in chiesa è il primo dei momenti più emozionanti nel giorno delle nozze; segue poi il momento in cui si pronuncia il fatidico “sì” e infine lo scambio delle fedi.
Come per ogni dettaglio anche qui il galateo impone delle regole, legate anche alla buona educazione. Per esempio gli invitati non devono fare ritardo. Si devono ritrovare sul sagrato qualche minuto prima e aspettare (nei diversi modi che vedremo) l’arrivo della Sposa che dovrebbe presentarsi massimo un quarto d’ora dopo l’orario fissato per la cerimonia. Ma se sono solo 5 minuti è meglio ed anche più elegante.

Per l’ingresso in chiesa esistono quattro diverse varianti, ognuna delle quali va scelta a seconda del tono che si vuole dare all’intero evento…

Entrata in coppia

Nel nuovo rito del matrimonio cattolico è prevista questa entrata in chiesa, adottata da molte parrocchie: lo Sposo aspetta la Sposa sulla porta della chiesa, le offre il bouquet e insieme, da soli, si incamminino verso l’altare dove li attendono il sacerdote e i testimoni. In alcuni casi può essere il sacerdote ad attendere gli sposi sulla porta della chiesa e ad accompagnarli all’altare, precedendoli a mo’ di guida.Questa soluzione viene scelta per le coppie in età non proprio “giovanissima”, oppure quando per motivi vari uno dei genitori o entrambi non possono accompagnare il proprio figlio…

Lo Sposo che aspetta fuori dalla chiesa

Il padre aiuta la Sposa a scendere dalla macchina, le farà il baciamano e l’accompagnerà fin sul sagrato. Prima dell’ingresso, la tradizione vuole che i futuri coniugi si scambino un saluto con un cenno degli occhi, lui le dona il bouquet  e che lei scelga il fiore più bello da appuntare sulla giacca di lui.
Dopo lo Sposo entrerà in chiesa con la madre (che deve stare alla sua sinistra), poi i paggetti, la Sposa al braccio del padre (il quale sta alla sua destra) e le damigelle. All’ingresso della Sposa i parenti devono essere già dentro e disposti rispettivamente a destra per lui e a sinistra per lei. Giunti all’altare ci sarà un “passaggio di consegne”: è il gesto simbolico con cui il padre consegna al futuro genero la figlia.

Questa soluzione è molto usata, ma è tra le più caotiche… Tra l’emozione generale di tutti, spesso si creano situazioni di confusione nel momento subito prima che gli Sposi entrino, perché questi si ritrovano fuori dalla chiesa ad aspettare che tutti abbiano preso posto, aggiungerei, non sempre ordinatamente ed in silenzio, rovinando l’arrivo all’altare!!!

Corteo Solenne

Lo Sposo aspetta la futura moglie insieme ai parenti più stretti di entrambe le famiglie e, al suo arrivo, l’aiuta a scendere dalla macchina, le fa il baciamano e le consegna il bouquet. A seguire le persone si dispongono secondo una sequenza predeterminata:

1.- Paggetti (che potranno sia precedere sia seguire la Sposa. Dopo a metà del percorso tra l’entrata e l’altare spariscono dietro i banchi e si prepareranno per la consegna delle fedi.)
2.- La Sposa al braccio sinistro del padre,
3.- Damigelle d’onore (se ci sono),
4.- Sposo con la madre
5.- Madre della Sposa con il padre dello Sposo (a sinistra il padre dello sposo),
6.- Testimoni in coppia,
7.- Fratelli degli sposi,
8.- Parenti più vicini e gli amici intimi della coppia

Tutti gli altri invitati sono già dentro la chiesa.

Questa soluzione, molto più formale, viene usata per i matrimoni dei nobili o reali!

Corteo Classico o Anglosassone (il più diffuso… ed aggiungo ordinato!)

Lo Sposo entra in chiesa qualche minuto prima dell’inizio della cerimonia, accompagnato dalla madre, dietro di lui entrano i testimoni e tutti gli invitati. Un’altra variante ( più carina!) prevede che tutti gli invitati entrino per primi, poi i testimoni e per ultimo lo Sposo con sua madre, magari con un accompagnamento musicale…  In entrambi i casi si attenderà l’arrivo della Sposa sull’altare, la quale, al braccio del padre, fa il suo ingresso accompagnata della marcia nuziale e da un piccolo corteo composto dai paggetti che la precedono e dietro le damigelle, che si occupano dello strascico o velo.

Tranne che per l’ingresso in Coppia, una volta arrivata all’altare la Sposa si posizionerà a sinistra. Il padre della Sposa dopo aver stretto la mano  allo Sposo, offrirà il proprio braccio alla consuocera e accompagnerà quest’ultima al suo posto, prima di dirigersi al posto a lui assegnato. È a questo punto che la cerimonia potrà iniziare!

Pillole di Galateo…

Un grande dubbio riguarda su quale braccio le dame – sia la Sposa che le mamme – appoggeranno la loro mano per entrare in chiesa. Le signore lo faranno appoggiate al braccio destro dell’uomo, mentre solo la Sposa entrerà alla sinistra del padre ed uscirà alla destra dello Sposo. Sappiate che l’ingresso della Sposa alla destra del padre (anziché alla sinistra) è riservato solo per gli ufficiali in alta uniforme!

Anche l’uscita dalla chiesa prevede un corteo:

Corteo d’uscita classico dove gli sposi escono per primi, seguiti da paggetti e damigelle, dal padre della Sposa con la madre dello Sposo, dal padre dello Sposo con la madre della Sposa e infine dai testimoni. Tutti gli altri invitati saranno già riuniti ordinatamente all’esterno per il rituale lancio del riso e le felicitazioni.
Corteo d’uscita informale, aprono il corteo di uscita i genitori degli Sposi seguiti da parenti e amici. Terminate le formalità giungeranno i testimoni e poco dopo gli Sposi, lei a destra e lui a sinistra, per essere sommersi da una pioggia di riso e felicità, da baci e abbracci, da commozione e sorrisi.

Una parentesi va aperta per i paggetti e le damigelle!

Nell’antica Roma era usanza che gli sposi fossero accompagnati da damigelle e paggetti in onore di Venere, dea dell’amore,  e per propiziare la nascita di una prole numerosa e in salute.

Dovrebbero essere due o quattro e vanno scelti, tra i figli di parenti ed amici, con un’età compresa tra i quattro e i dieci anni. Per le damigelle e i paggetti esistono dei compiti ben precisi: ai paggetti le fedi, alle damigelle i fiori.

Le damigelle indossano abiti morbidi che abbiano un legame con quello nuziale: per tessuto e/o colore, o col tema e colori del matrimonio. Per i paggetti consiglio abiti colore pastello con pantaloncini all’inglese. La camicia è rigorosamente bianca. La damigella apre il corteo nuziale tenendo in mano un cestino con petali di fiori o un bouquet e viene accompagnata da un paggetto al quale viene affidato il cuscino con le fedi.

Uno sguardo alla tradizione americana!

C’è un’altra formula dove le damigelle secondo la tradizione americana fanno l’ingresso come segue: aprono il corteo ed entrano in fila una per una oppure se sono in numero pari entrano a coppie, se dispari, una da sola apre il corteo e le altre la seguono in coppia, possono anche fare coppia con i cavalieri d’onore entrando prima dalla Sposa. Spesso Damigelle e Cavalieri d’onore sono gli stessi testimoni di nozze!
Qualsiasi sia il corteo scelto ricordarsi SEMPRE che….

La Sposa deve camminare lentamente, spalle dritte e bouquet tenuto con la mano sinistra più o meno all’altezza del fianco. Sguardo in avanti senza vedere nessuno, occhi solo per lo Sposo (meglio fare una prova giorni prima)!!!!. Una variazione che riguarda la Sposa accompagnata dal padre, invece di camminare una sotto il braccio dell’altro si può fare con la Sposa che regge con entrambe le mani il bouquet e il padre le poserà la mano sinistra sul braccio destro, tra il polso e il gomito. La Sposa sarà più avanti del padre di un passo e il loro camminare sarà in ogni modo coordinato e a tempo.

Qualora non ci si rivolga alla Wedding Planner, la quale avrà la gestione della cerimonia  e quindi dell’organizzazione del corteo nuziale scelto, conviene sempre nominare tra i parenti o gli amici stretti, un “supervisore”, una sorta di regista, che controlli l’andamento della cerimonia. Troppe volte si vedono disastri dove sono i fotografi a gestire l’ingresso in chiesa!!!! (ORRORE!)

Esiste un aspetto rituale, per il quale torna utile il galateo, che va seguito onde evitare che la cerimonia si trasformi in un’occasione di caos.

 Ma ricordiamoci sempre che la tradizione è meravigliosa, ma dare un tocco di noi stessi è ancora meglio… sempre con sobrietà!!!!

 

 

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Melania Millesi WP